L’Amore per la Rossa. Daniele Manca e la Milano del 1963 - Il vice-direttore del Corriere della Sera dialoga con F.Politi
 
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L’Amore per la Rossa. Daniele Manca e la Milano del 1963

Il vice-direttore del Corriere della Sera dialoga con F.Politi

Foto di Stefano ElisioDaniele Manca è giornalista ed economista, attualmente vicedirettore del Corriere della Sera. Non è uno che sta tutti i giorni in televisione o in prima pagina e a sentirlo parlare si capisce che non da valore all’apparire quanto alla concreta e quotidiana ricerca delle fonti, verifica delle notizie, verità dell’informazione. Ha scritto il romanzo “La Rossa” per raccontare gli anni del suo arrivo a Milano. Attribuisce autoironicamente il titolo al fatto che ha sempre desiderato una macchina rossa e una donna dai capelli rossi, e non avendo avuto nè l’una nè l’altra ha ripiegato sulla mitica Giulietta dell'Alfa Romeo. Ambienta la storia nella Milano del 1963, data di grandi eventi storici come la morte di Papa Giovanni XXIII, l’attentato a Kennedy e la perdita di un milione di voti da parte della Democrazia Cristiana a vantaggio del PCI. L’Italia perde l’innocenza, deve crescere. Milano “si sta facendo”.

Un tema fondamentale del romanzo è il ruolo del giornalista. Il protagonista Carlo è appunto un giornalista, un insicuro in conflitto con il padre e preso dal disprezzo per la politica. Non sa entrare nelle grazie del potere ma nemmeno del contropotere. Ci sono riferimenti a molti personaggi pubblici nel racconto, fra questi una giornalista d’inchiesta che assomiglia a Milena Gabanelli, una che ha un’idea in testa da “provare” e vuole scoprire le prove. Un personaggio positivo. Ma Daniele Manca preferisce Carlo, il “cronista”, uno che si pone domande prima di avviare un’inchiesta o scrivere un pezzo. È uno riflessivo, fa tutte le verifiche come i giornalisti di oggi non possono fare perché “devono fare di tutto e in fretta”. Invece il giornalista dovrebbe essere attento. E dovrebbe essere spregiudicato: “se non da fastidio non fa il suo lavoro”. Dovrebbe essere autorevole al punto di parlare male di una persona senza far nascere nel lettore il retropensiero di un accanimento. Oggi c’è troppa superficialità nel dare del corrotto a qualcuno o al contrario non si va abbastanza a fondo se c’è un vero corrotto. Carlo assomiglia in questo a Luigi Ferrarella, il miglior giornalista giudiziario del Corriere della Sera, uno che indaga approfonditamente e fa tutte le verifiche.

Foto di Stefano ElisioUn altro tema del libro è il ruolo che hanno i social network nelle democrazie. Attraverso le “condivisioni” si creano tendenze e idee affrettate che accomunano le persone in modo superficiale, questo è rischioso perché crea “polarizzazione” e omologazione di pensiero e opinione. Invece la democrazia è incontro e scambio tra diverse idee; quindi oggi sono sempre più importanti le persone e le diversità, perché fanno bene alla democrazia.

La presentazione del libro si conclude con una riflessione dello scrittore sulla necessità per noi italiani di “fare i conti con la storia”. Il padre di Carlo è fascista. Ma è un fascista “onesto” come sono stati tanti italiani del popolo, per esempio i fascisti siciliani che hanno lottato contro la mafia. O come Raffaele Mattioli, nato a Vasto e detto “il banchiere letterato”, che seppe avere una equidistanza fra le forze politiche durante il fascismo. Partecipò infatti all’impresa dannunziana di Fiume, ebbe rapporti tanto con Mussolini quanto con Togliatti, aderì al Partito d’Azione e custodì i Quaderni dal Carcere di Gramsci. Non abbiamo fatto i conti con questo nostro pezzo di storia importante. D. Manca ci suggerisce che alcuni valori della nostra cultura possono essere rintracciati in quel periodo storico e valorizzati, altrimenti sono destinati a essere persi. Non ragioniamo abbastanza sul passato e siamo sempre proiettati nel futuro senza imparare da esso. Presto ci saranno le elezioni e nessuno parlerà degli errori di ieri né dei programmi per domani in modo costruttivo.

 Iuliana Farcas, Roberta Mascioletti, Riccardo Mazzitti

L'incontro con D.Manca è stato il quarto appuntamento del progetto "Scrittori al Centro", curato da G.Salve, presentato da A.Ciano, organizzato dalla Fondazione Carispaq. 

di Redazione I.I.S. Bafile-Muzi


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