BARRY SEAL: UNA STORIA AMERICANA. - Gli USA fra compromissioni e guerra al narcotraffico colombiano.
 
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    I.I.S. Bafile-Muzi Persone 10/04/2018 10/04

    BARRY SEAL: UNA STORIA AMERICANA.

    Gli USA fra compromissioni e guerra al narcotraffico colombiano.

    Tom Cruise e l’aviazione rappresentano un binomio di facile associazione. Chi non ricorda “Maverick” sfrecciare nei cieli, nel celebre cult Top Gun? A distanza di trent’anni l’attore torna ad interpretare un pilota di aerei, nella trasposizione cinematografica di una controversa storia vera, quella di Barry Seal, aviatore protagonista di una serie di operazioni di enti governativi americani in Sud America.

    Barry Seal, pilota della Trans World Airlines, nel 1979 viene contattato dalla CIA per compiere delle missioni sotto copertura, è richiesta la sua abilità di volo per scattare foto aeree di  basi militari dei ribelli appoggiati dai comunisti. Tuttavia egli inizia ad offrire i propri servizi anche ad associazioni criminali del sud America e nel giro di pochi anni, grazie alle sue collaborazioni illecite, riesce ad accumulare enormi ricchezze. L’aereo con cui compiva le azioni di spionaggio CIA era anche il mezzo di trasporto di tonnellate di droga per il Cartello di Medellin. Questa organizzazione di narcotraffico era stata fondata da Pablo Escobar in Colombia, portando negli anni ’80 l’esportazione di cocaina a essere la base dell’economia colombiana, ma operava anche in Bolivia, Perù, USA, Canada, Europa. Il Cartello si era sviluppato grazie anche all’aiuto dei ribelli comunisti e questa è stata la ragione dell’interesse USA nel contrastarlo. E’ stato smantellato nel 1993 ponendo fine al ventennio di violenza che la città di Medellin aveva dovuto sopportare. Oggi Medellin è una metropoli innovativa ed in pieno sviluppo.

    L’ascesa repentina di Seal porta una serie di organizzazioni governative, tra le quali l’FBI e la DEA, a rivolgere un’intensa campagna di indagini nei suoi confronti che culmina con il suo arresto nel 1984. In seguito al fermo giudiziario, egli testimonia contro il Cartello di Medellin e il governo sandinista nicaraguense, contro cui gli Usa erano impegnati per via della lotta ai governi comunisti latino-americani (Cuba, Salvador, Nicaragua). Sarà per questo ucciso da sicari colombiani nel 1986 a Baton Rouge, mentre sconta una condanna ai servizi sociali.

    Il regista Doug Liman sfrutta il soggetto della storia di Barry Seal per fare una panoramica storica su quelle vicende che hanno animato la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, mostrando dietro la rappresentazione di quest’uomo dal fascino avventuriero eventi di cui non si considerano mai abbastanza le reali dimensioni. Si conosce, infatti, il ruolo opprimente degli USA nelle vicende politiche di stati che in quegli anni vivevano una situazione di instabilità, tuttavia spesso non si evidenzia come la nazione “più democratica e giusta” sia intervenuta in modo diretto per condizionare vicende interne di paesi latino-americani comunisti che potevano indebolire il ruolo USA nella Guerra Fredda. Questo elemento geo-politico è presente già in una delle prime scene del film, quando l’agente della CIA Schafer descrive l’America come uno stato che “costruisce nazioni”. Nel film compare anche il presidente Ronald Reagan mentre dichiara guerra ai Sandinisti del Nicaragua, ma, non ottenendo il consenso popolare, per evitare un “nuovo Vietnam” sfrutta i contatti della CIA per svolgere l’azione segretamente.

    E’ una storia di potere, ma soprattutto di corruzione, e di paradossali meccanismi di rovesciamento delle alleanze fra “buoni e cattivi”. Emblematici sono i rapporti che vengono mostrati tra Stati Uniti e funzionari dei paesi latini, come il generale panamense Noriega, il quale prima è stretto alleato della CIA in operazioni illecite, e poi si ritrova accusato da essa stessa. Interessanti sono i personaggi di Pablo Escobar e i fratelli Ochoa, capi del Cartello di Medellin, rappresentati ai loro inizi, quando utilizzano una piccola pista di atterraggio tra le montagne per far decollare i corrieri della droga, e costruiscono dal nulla l’impero internazionale della droga.

    La pellicola, con un deciso senso di ironia, fornisce un’analisi del contesto socio-politico di quell’epoca. Ha il limite però di dare una raffigurazione dei protagonisti poco introspettiva. Tom Cruise eccede nel dare al suo personaggio un tono di potenza e autoesaltazione, sempre pronto e sicuro di sé, anche nelle fasi di crisi e pericolo.

    In definitiva “Barry Seal-Una storia americana” è un film avvincente, leggero e piacevole da guardare. Allo stesso tempo offre una panoramica su un importante periodo di storia americana che ha coinvolto direttamente o indirettamente tutto il mondo, e lo fa con un taglio critico di certo cinema americano impegnato socialmente e politicamente nel rivelare le verità scomode della più grande democrazia del mondo. Questo fa la differenza fra questa opera cinematografica, seppure essa stessa commerciale, e la famosa serie tv “Narcos”, che invece ha il difetto tipico delle serie tv di portare lo spettatore ad identificarsi acriticamente con i cattivi.

    Giorgio Spagnoli

    di Redazione I.I.S. Bafile-Muzi


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