LAVORO E INNOVAZIONE: ruolo degli Spin-off. - Intervistiamo la Presidentessa dell’Azienda aquilana BME.
 
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    I.I.S. Bafile-Muzi Interviste 07/06/2018 07/06

    LAVORO E INNOVAZIONE: ruolo degli Spin-off.

    Intervistiamo la Presidentessa dell’Azienda aquilana BME.

    La ricerca è un fattore centrale dello sviluppo economico, soprattutto in un mercato mondiale che sempre più richiede cambiamento e innovazione. Oggi la ricerca universitaria è divenuta protagonista e responsabile in prima persona di processi produttivi e aziendali, facendosi promotrice di attività imprenditoriali attraverso Spin-off e Start-up.

    Lo Spin-off  in diritto societario è una unità organizzativa che fa parte in origine di una certa società e poi diviene indipendente. Letteralmente significa: Prodotto o sviluppo vantaggioso, derivante in modo imprevisto da un'azione o da una ricerca. Nell’ambito universitario la Spin-off è una società a cui partecipa la stessa università insieme ad altri partner esterni, con la finalità di sviluppare prodotti e servizi innovativi. Ma è una realtà “a tempo determinato” perché è destinata a divenire autonoma perdendo la partnership dell’Università da cui nasce e trasformandosi in Azienda a tutti gli effetti.  

    Anche nell’Ateneo aquilano i risultati di ricerche scientifiche sono oggetto di trasferimento tecnologico attraverso l’attività svolta da “spin-off”, cioè a livello imprenditoriale. Abbiamo incontrato l’Ingegnere Valentina Corradini, Presidente dell’azienda BME, ex spin-off della Facoltà di Ingegneria dell’Aquila, alla quale abbiamo chiesto di parlarci della sua esperienza nel settore.

     

    Che cosa si intende per spin-off?

    Uno spin-off è, essenzialmente, un’azienda che ha tra i suoi soci l’università, partner molto importante che fornisce idee e permette di accedere a diversi finanziamenti, fondamentali per sostenere un progetto.

    Lo spin-off ha una durata limitata per la realizzazione di un progetto e il suo scopo principale è di favorire lo sviluppo e la ricerca di prodotti, di “know how”, di brevetti, che in seguito permettono di rendere indipendente l’attività, in modo da avviare una vera e propria azienda.

     

    Qual è il rapporto tra spin-off, università e aziende esterne?

    L’università rappresenta una piattaforma dalla quale si può partire per sviluppare diverse linee di ricerca, che a loro volta possono interessare ambiti e settori diversi, coinvolgendo anche aziende esterne per le quali lo spin-off, avendo conoscenze tecnico-scientifiche, svolge una funzione di consulenza.

     

    Quali sono le linee di ricerca sviluppate dallo spin-off BME?

    La Biomaterials & Engineering Srl (BME) è nata nel 2008 principalmente su due linee di ricerca condotte a livello universitario: una linea di ricerca attinente al settore dei biomateriali ed una legata al settore ambientale.

    Il primo progetto ha riguardato la ricerca di un metodo per il riutilizzo e la valorizzazione di un materiale di scarto di una grossa azienda farmaceutica. In seguito sono stati diversi i settori che hanno interessato lo sviluppo dello spin-off. Tra questi il settore chimico/farmaceutico nel quale la ricerca ha portato allo sviluppo di prodotti e biomateriali, come il dispositivo medico “Neoheal®”, un bendaggio idrogel innovativo per ferite difficili, che oggi vanta un mercato ed una distribuzione di tutto rispetto. Nel settore fisico/elettronico la BME progetta sistemi elettronici e fotonici integrati.

     

    Uno spin-off di questo tipo sviluppa e sostiene idee innovative. Quali sono le potenziali applicazioni?

    Le possibili applicazioni sono molteplici e interessano svariati ambiti. Esse vanno dal campo dell’analisi ambientale, della chimica, della bio-medicina, alla progettazione e produzione di circuiti e sistemi elettronici per impianti industriali, biomedici e per la domotica.

    In campo industriale le applicazioni che hanno avuto subito un immediato successo sono proprio quelle di tipo elettronico. Abbiamo sviluppato, per esempio, prodotti per la misura e la certificazione dell’efficienza dei pannelli fotovoltaici (sistema Icaro).

    Abbiamo inoltre sviluppato dei sensori per il monitoraggio geologico dei pendii, che si autoalimentano in modo da poter essere utilizzati dove non si può usufruire della copertura di rete.

    Sistemi di questo genere sono molto richiesti nel campo industriale, mentre, per quanto riguarda studi relativi al campo ambientale, più che di prodotti veri e propri, si parla di conoscenze e competenze che vengono utilizzate per favorire dei particolari processi come possono essere quelli del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti, o quello del recupero delle terre rare e dei metalli preziosi dalle schede elettroniche.

     

    Lo sviluppo di linee di ricerca così specialistiche e tecnologiche richiede competenze altamente specializzate e multidisciplinari. Quali sono le figure professionali coinvolte in questo progetto?

    Essendo diversi gli ambiti in cui si articolano le ricerche dell’Azienda, altrettanto eterogenee sono le figure professionali coinvolte. Si va dall’ingegnere chimico, che si occupa del processo prettamente industriale e dei materiali, all’ingegnere elettronico. Dal professore di fisica all’addetto al marketing, fondamentale per l’organizzazione di un “business plan” e per l’individuazione dei mercati.

     

    Gli spin-off sono un modo per introdurre nel mondo del lavoro i giovani neolaureati? Rappresentano un ponte tra università e realtà lavorativa?

    È un percorso piuttosto difficile. Le maggiori difficoltà si incontrano nel momento in cui da spin-off si passa ad essere una vera e propria azienda. I limiti riguardano la difficoltà di modificare il punto di vista che si ha del progetto. Da una visione parziale, incentrata su una mentalità accademica e di ricerca, bisogna indirizzarsi verso una concezione più globale, volta soprattutto all’aspetto economico manageriale. Da un processo essenzialmente di ricerca bisogna evolvere verso una realtà più imprenditoriale che rappresenta una situazione del tutto nuova nella quale spesso è complicato orientarsi.

     

    Quali vantaggi può trarre il territorio dallo sviluppo delle attività di spin-off?

    Lo spin-off può portare diversi vantaggi poiché spesso fa da “ponte” fra le aziende del territorio e il mercato globale, portando quei prodotti e quelle conoscenze innovative che sono fondamentali per lo sviluppo di[U1]  processi lavorativi e produttivi all’avanguardia.

    Possibili campi di applicazioni sono ad esempio le aziende agricole che, attraverso l’uso di nuove tecnologie, possono installare sistemi estremamente avanzati per semplificare il lavoro.

    L’insieme delle conoscenze offerte dallo spin-off in stretta coesione con le risorse delle aziende permettono lo sviluppo di sistemi sempre più tecnologici, efficienti e sostenibili.

     

    Giorgio Spagnoli


     

    di Redazione I.I.S. Bafile-Muzi


    Parole chiave:

    bme

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